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RISPETTARE LE REGOLE: SICUREZZA O CONTROLLO?

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immagine generata con ChatGPT

RISPETTARE LE REGOLE: SICUREZZA O CONTROLLO?

DAL CERCHIO DEL 7 OTTOBRE 2024 – Maria Casiraghi & Carmen Greco

Le regole, intese come confine, possono essere utili nella regolazione emotiva e comportamentale. Permettono di restare ancorati alla realtà e costituiscono un valido contenimento quando l’emotivo e l’impulsività sono fuori controllo. Sfuggire e trasgredire alle regole può essere interpretato come una richiesta distorta di aiuto. Il mio stare fuori dalla regola dice qualcosa del Sè, dice che non so bene cosa succede, non so come leggere e darmi le risposte che servirebbero.

Le regole costituiscono la sintesi codificata di un processo di mediazione. Si basano su un riconoscimento condiviso, che funziona da regolatore di procedure, atteggiamenti, visioni. Si richiede pertanto responsabilità sia da parte di chi deve osservare le regole sia di chi ha il compito di farle rispettare. In famiglia può accadere che il genitore si senta in colpa verso il figlio (teme di essere visto dal figlio come “cattivo”), ma in tal caso può essere il genitore che sta facendo i conti con la sua storia di figlio. In lui si rivitalizza quanto da figlio ha o non ha imparato a sua volta con il suo genitore. C’è sempre un filo del passato che si riattiva nei fatti del presente. Spesso i genitori che non hanno esercitato la funzione regolativa lasciano nel figlio l’esperienza di mancanza, di vuoto che può tradursi in rabbia perché, a loro volta diventati genitori, si sentono sforniti da quella esperienza regolativa che non hanno fatto a loro tempo.

Riconoscere e condividere il valore della regola richiede fiducia nel farsi guidare e nel condurre l’altro. Il rispetto delle regole non è controllo. Ben diverso è controllare, e se la regola non è osservata o viene trasgredita, ricorrere alla coercizione o sanzione.
Entrare in un sistema regolamentato (la famiglia, il tessuto sociale, la scuola ecc…) chiede una crescita dell’identità personale e il costituirsi dell’identità sociale. È un processo di crescita personale e di rete nel tessuto sociale.

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Bellissimo e condivido con gioia e commozione avendo io stessa condotto il percorso, indicatoci e prima inventato da Vittorio Volpi , un vero genio, negli anni poco prima dei ’90 con il mio genitore omologo x 5 anni con Maria Pia Mattarozzi. Leggevo Analisi Psicologica che arrivava nella mia scuola per l’infanzia. Ho telefonato a Vittorio Volpi: non ricordo il timbro della sua voce , ma mi ha risposto lui ed io gli ho posto delle domande. Nel mentre suonava alla porta di casa mia madre e subito l’esclamazione del dottor Volpi: “”ecco la sua mamma e non è per caso!” Da lì ho iniziato il cammino che mi ha consegnato nuove energie x un secondo figlio che è nato nel 1990! Dopo 19 anni dal primo!!! Poi ho partecipato alle sedute – pochissime- della cooperativa CAIROS agli esordi, con Mattarozzi e i coniugi Bassi, presenti alcuni colleghi; gruppo che poi si è chiuso. So del dottor Bassi con dolore : amico di miei amici di Barzio- CALÌ-! Sono ancora in contatto con Marinella Bonfantini e ho conosciuto Ermanno Boselli , il solo presente al capezzale del dottor Volpi, da me stimato e amato moltissimo. E GLI SONO GRATA! In questo ottobre ( del ’24) ho preso contatti telefonici con Maurizio Molteni. Sono stata anche ospite ad un incontro psicoanalatico in Via Ornato al centro di terapia di coppia gestito dalla dottoressa Bonfantini e altri colleghi . Mi affascina questo lavoro. Mi occupo di poesia e scrittura! Vi sono grata e sarei felice di parlarvi e di leggere vostri documenti e relazioni, ma soprattutto amerei leggere quelli PREZIOSI DI VOLPI . SERENA VITA da Silvana Gullo di Milano / Mio cellulare: 3392437439 – La mia e- mail: poesialuce@liber.it
NB: POTREMMO FARE UNO SCAMBIO TRA I VOSTRI LAVORI E I MIEI LIBRI! Sui quali tanto vi è da parlare e raccontare, analizzare, immaginare e fantasticare , trarre benefici emotivi e spirituali, cc. SONO ATTI DI FEDE E TESTI DI LUCE E DI SPERANZA, ITINERARI DI CONSAPEVOLEZZA. Scrivo in prosa poetica. Arrivederci e grazie BUON LAVORO A VOI TUTTI

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